Il carnevale, festa di ogni colore e ogni sapore, è il momento più divertente e stravagante dell’anno…si perché tra maschere e scherzi ci si lascia andare un pò tutti. Diciamo che, grazie al travestimento tipico carnevalesco, si osa un po’ di più…proprio come si faceva nel tardo medioevo in cui si sovvertiva l’ordine sociale vigente e si scambiavano i ruoli soliti, nascondendo la vecchia identità dietro delle maschere. Il mascherarsi consentiva lo scambio di ruoli, il burlarsi di figure gerarchiche, il satireggiare vizi di persone o malcostumi con quelle stesse maschere, oggi note in tutto il mondo. Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cristiana (ed in modo particolare in quelli di tradizione cattolica) nel periodo di tempo immediatamente precedente alla quaresima; i principali eventi si concentrano comunque tra febbraio e marzo. I giorni più importanti del Carnevale erano, allora come oggi, il Giovedì e il Martedì Grasso.
In quei giorni la popolazione assisteva alle feste ufficiali del Carnevale, che si tenevano nelle pubbliche piazze.
L’etimologia del termine "carnevale" risale, con ogni probabilità, al latino carnem levare, espressione con cui nel Medioevo si indicava la prescrizione ecclesiastica di astenersi dal mangiare carne a partire dal primo giorno di Quaresima, vale a dire dal giorno successivo alla fine del carnevale, sino al "giovedì santo" prima della Pasqua. Il carnevale infatti, nel calendario liturgico cattolico-romano si colloca necessariamente tra l’Epifania (6 gennaio) e la Quaresima. Le prime testimonianze documentarie del carnevale risalgono ad epoca medievale (sin dall’VIII sec. ca.) e parlano di una festa caratterizzata da uno sregolato godimento di cibi, bevande e piaceri sensuali.
Tra i carnevali più celebri del mondo ricordiamo quello di Nizza caratterizzato dalle “battaglie dei fiori”. In Germania, invece, il carnevale inizia l’11 Novembre alle ore 11 e 11 minuti esatti con la nomina del Principe, del Fante e della Vergine, i tre personaggi principali delle feste. Inoltre è, per loro, una festa dedicata interamente alle donne che dominano nelle case, negli uffici e nei negozi. In Danimarca, durante il carnevale, si tiene una gara per eleggere il “re dei gatti”. Alcuni giovani in costume e a cavallo cercano di colpire con una mazza una botticella appesa tra due pali: un tempo dentro la botticella veniva chiuso un gatto, oggi sostituito con dolci e premi per il cavaliere che per primo riesce, con un solo colpo di mazza, a rompere la botticella. In Grecia caratteristiche sono le battaglie della cioccolata: alcune ragazze in costume, sopra cocchi decorati con fiori, gettano sul pubblico petali e dolci; tutto intorno risuonano le musiche eseguite da bande. Il Carnevale brasiliano è basato sulla musica e sulla danza, gruppi di maschere più o meno satireggianti girano per le strade della città di Rio de Janeiro al ritmo della samba. E a Londra? A Notting Hill, il carnevale è diventato un evento realmente globale, nel quale le tradizioni folcloristihe di tutto il mondo si mischiano per dare origine ad un cocktail unico. In New Orleans il carnevale è la festa più pazza del mondo. Qui i festeggiamenti vengono presi molto sul “serio”, tanto che gli organizzatori chiamano questo periodo “madness”(follia). Ed in effetti è come se la gente fosse colta da temporanea pazzia o, per meglio dire, euforia.
Ma anche l’Italia vanta tradizioni carnevalesche tali per cui ogni regione, grazie alla propria originalità, richiama turisti e visitatori da ogni parte del mondo.
I più famosi sono quelli di Viareggio e Venezia seguiti, con analoga notorietà, da quello pugliese di Putignano e da quello di Cento, nel ferrarese, gemellato col Carnevale di Rio de Janeiro.
Numerose sono le maschere italiane: Arlecchino, un servo di Bergamo, lazzarone e truffaldino; dottor Balanzone, nato a Bologna, e deve il suo nome alla “balanza”, cioè la bilancia, il simbolo della giustizia che regna nei tribunali; Brighella, un attaccabrighe, imbroglione e chiacchierone; Colombina, servetta veneziana, è la fidanzata di Arlecchino, anche se lui non pare deciso a sposarla; Gianduia è la maschera popolare di Torino, dal suo nome deriva quello della cioccolata gianduia e del famoso cioccolatino "Gianduiotto"; Meneghino, inconfondibile con il suo cappello a tre punte e la parrucca con codino alla francese; Pantalone nasce nella laguna veneziana, è un personaggio bonario e pieno di umanità, nonostante il suo continuo brontolare; Pierrot veste sempre larghi pantaloni di lucida seta bianca, lunga casacca guarnita di grossi bottoni neri, ampio colletto, berretto sul capo, volto pallido e un’espressione triste: questo è Pierrot, l’innamorato; Pulcinella è fra le maschere più popolari e simpatiche e Rugantino porta un nome che deriva senza dubbio da "rugare" cioé brontolare, borbottare.
Per quel che riguarda le tradizioni culinarie, durante questo festoso periodo, è consuetudine consumare pietanze, ma soprattutto dolci, tipici e sfiziosi. Ad esempio le chiacchiere (farina, zucchero, uova, vino e olio) che, sebbene con nomi diversi, si trovano in tutta Italia. La variante, nelle varie ricette regionali, è costituita dal marsala, o dal vino bianco, o dall’acquavite, o dal liquore all’anice. Altre delizie tipiche di carnevale sono le castagnole, morbide e gustose palline fritte fatte di farina, uova e zucchero. E poi ancora, la pignolata, dolce, anche questo, fatto di farina, uova, zucchero e grappa o un altro liquore.
E che dire delle buonissime zeppole, ripiene e non? Preparate con la farina e/o le patate, le uova, il lievito, lo zucchero, il limone. E ancora si gustano i brutti ma buoni, biscotti fatti con mandorle, zucchero, albumi d’uova, burro, cannella e vaniglia.
Insomma, tra scherzi, dolci e maschere, durante il periodo di carnevale c’è da sbizzarrirsi……..dunque buon lancio di stelle filanti e di coriandoli a tutti!
Servizio Dietetico Aziendale